mercoledì 5 settembre 2018

Tra le mura dell'ex oratorio, cè ancora un futuro per la storia di Solbiate


Andato a vuoto il progetto di vendita dell’ex oratorio femminile, può essere arrivato il momento per qualche riflessione, accompagnata da una proposta di confronto sul destino di uno degli edifici storici di Solbiate Olona, al quale sono legati tantissimi ricordi di altrettante persone ancora presenti in paese. 

Il ragionamento ruota intorno a un ribaltamento del punto di vista, difendere e recuperare una struttura simbolica, rendendola anche utile per la collettività, al fine di garantirne il futuro.

Dall’esterno, le condizioni appaiono quelle di un normale abbandono. Vegetazione incolta, alcuni vetri rotti dai vandalismi di turno, ma niente di più.

A prescindere dalle considerazioni in base alle quali l’Amministrazione guidata dal Sindaco Luigi Melis ne aveva deciso la messa in vendita, l’ex oratorio femminile può ancora tornare utile al paese. Prima di tutto per la posizione centrale, ideale a farne un centro al servizio degli abitanti.

Nonostante la non più giovane età inoltre, l’architettura conserva un livello di funzionalità ancora elevato, almeno pari se non superiore a tante altre strutture più giovani ma troppo sbilanciate in favore di canoni architettonici, alla lunga spesso poco pratici.

Spazio versatile e utile, con sorpresa
Per esempio, in pochi forse sanno della presenza al suo interno di una palestra. Non un semplice spazio per l’attività fisica, ma un vero e proprio ambiente sportivo. Fermo restando le misure compatibili con discipline come basket o pallavolo, uno spazio comunque adatto ad altri sport e dare respiro a una convivenza spesso complicata. Tra quelli proposti a Solbiate Olona, per esempio ginnastica artistica, Taekwondo, karate o altri ancora. Altro aspetto interessante, la presenza di una tribuna a balconata, ideale per ospitare anche gare.

Un’osservazione facilmente prevedibile è la messa a norma della costruzione. Al riguardo, non c’è apparente ragione di mettere in dubbio quanto affermato a suo tempo dal Sindaco Melis. Risulta infatti come l’edificio sia stato messo in regola in occasione del rifacimento del tetto a cura di un’azienda locale, in cambio di una concessione edilizia per aumentare l’area produttiva.

Tante opportunità, pochi dubbi
A questo punto, non resta altro da capire se non la possibile destinazione d’uso. Guardando la realtà solbiatese, le possibilità non tardano a diventare evidenti. Prima di tutto, la biblioteca del paese non è da tempo più in linea con le esigenze attuali. Basta guardare ai paesi vicini per capire quanti ambienti siano stati rinnovati e come. La nostra oggi è piccola, inadeguata e scomodissima nell’accesso, con una stretta e contorta rampa di scale, praticamente incastrata nel Centro Socio Culturale. Il progetto attuale di spostarla nell’attuale spazio del Centro Anziani, di fianco alla Chiesa del Sacro Cuore, non farebbe altro se non spostare il problema, invece di risolverlo.

L’oratorio femminile invece, offre tutti gli spazi necessari a creare diversi ambienti (libri, studio, incontro, multimedialità, Internet), senza darsi fastidio a vicenda. Aspetto molto importante, con una pianta già molto adatta, con aule di varie dimensioni e spazi di accesso e movimento larghi.
Anche considerando di sfruttare la palestra, con relativi spogliatoi, la biblioteca occuperebbe comunque solo una parte. Proprio qui, è il momento di scoprire una potenziale carta vincente. Uno dei capitali più importanti e meglio nascosti di Solbiate Olona è il Museo Socio Storico. Relegato in uno spazio ancora più difficile da raggiungere della biblioteca, con orari e presidio affidato alla disponibilità di pochi volontari, sarebbe complemento ideale a una biblioteca, garantendo una maggiore visibilità e al tempo stesso maggiore controllo. All’occorrenza, con la semplice installazione di poche videocamere di sorveglianza.

Se questo ancora non bastasse a sfruttare tutti gli spazi, allora si può anche ipotizzare una possibile soluzione utile ad alleggerirne i costi di gestione. Spazi come quelli dell’oratorio femminile sono ancora oggi l’ideale per feste di compleanno, battesimi, comunioni, cresime, mostre temporanee, sale riunioni se non addirittura piccoli eventi di lavoro al servizio delle aziende locali. Situazioni in cui spesso gli spazi limitati dell’oratorio non sono sufficienti e dai quali possono scaturire entrate non trascurabili.

Molto probabilmente, almeno tali da rendere impraticabile la scusa dei costi per non privare Solbiate Olona di un pezzo della propria storia, solo per far quadrare un bilancio. 

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

venerdì 1 giugno 2018

Dichiarazione del Sindaco Melis in occasione della Festa della Repubblica


A titolo informativo, riportiamo di seguito una sintesi della dichiarazione del Sindaco Luigi Melis in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno per la Festa della Republbica

"Per quanto accaduto in questi giorni non assegno meriti o colpe a nessuno in particolare. Ritengo, tuttavia, che la Costituzione sia stata violata proprio nel suo presupposto fondante La sovranità appartiene al popolo. Alcuni sindaci hanno inteso riaffermare questo principio rimuovendo, per protesta, la foto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal loro ufficio. Pur se non condivido la loro ideologia e non ne sposo la metodologia, mi unisco alla protesta in un altro modo: il due giugno, in occasione della festa della repubblica, non indosserò la sciarpa Tricolore".

giovedì 24 maggio 2018

Trasloca l'area festa, ma la musica è sempre quella. Dubbi e sprechi compresi


Ora, dopo il Consiglio comunale di lunedì 21 maggio è ufficiale. Non tanto che Solbiate Olona avrà un nuovo supermercato Tigros, questo era in programma già da anni, quanto lo spostamento dell'area feste.

Una vicenda dalla quale emergono soprattutto perplessità. Sia sull'opportunità sia sul metodo. Fermo restando il diritto, e il dovere, di una Giunta a prendere decisioni, sembra lecito aspettarsi siano prese nell'interesse della popolazione, o almeno di una sua parte rappresentativa.  

Troppe indicazioni portano invece nella direzione opposta, a partire dalle ragioni dello spostamento. Ufficialmente, tutto nasce infatti da lamentele di qualche residente vicino all'area feste attuale. A loro giudizio, i volumi troppo elevati di una quindicina di concerti all'anno nelle serate estive, minano la qualità di vita. A prescindere da ogni altra valutazione in merito, con buona probabilità un problema risolvibile con una cintura di alberi ad alto fusto, siepi o altri mezzi naturali utili ad assorbire il rumore e a un controllo sui volumi della musica. Oltre naturalmente a una discreta dose di buon senso e tolleranza.

Appare infatti perlomeno curioso come un'area feste tra le più funzionali del territorio, in servizio da una ventina di anni, improvvisamente sia diventata inadeguata e molesta. Al punto tra l'altro, da abbandonarla al proprio destino già da mesi, spegnendo le telecamere di sorveglianza e lasciandola quindi nelle mani dei vandali

Dubbi emersi all'istante studiando la soluzione adottata. Prima si tutto, per la discutibile priorità nella destinazione degli oneri di urbanizzazione legati all'area ex-Rovelli (da ricordare, comunque di proprietà privata). Ancora di più, per il luogo scelto e la planimetria della nuova destinazione.
Si è infatti deciso si sacrificare un'ulteriore area verde, quella vicino ai campi sportivi. In un paese rigorosamente a chilometri zero di piste ciclabili e dove negli ultimi dieci anni si è piantato un solo albero (per sostituire la magnolia malata vicino al Municipio) ma in compenso non si è esitato ad abbatterne, questo può anche non sorprendere più di tanto.

Le perplessità aumentano quando viene presentato al paese un progetto ben più ricco di quello realizzabile con gli oneri di urbanizzazione. Nel disegno tanto pubblicizzato si vedono infatti due campi da basket, calcetto, tennis o pallavolo, una relativa struttura servizi e un centinaio di posteggi che invece non verranno realizzati, lasciando quasi tutto il peso dell'afflusso sugli spazi attuali da condividere con piscina e campo da calcio. Inoltre, anche la tanto decantata struttura a cupola, quella assunta a simbolo e destinata a ospitare i servizi di ristoro e di ritrovo per le manifestazioni, è fuori dalle competenze Tigros. Se queste opere verranno realizzate, sarà a spese del Comune e comunque in una seconda fase non meglio definita.

Quello che più di ogni altra cosa colpisce però, è l'orientamento del palco. In direzione delle case più vicine. Non la villa di un residente poco tollerante, ma una serie di condomini. Di più, mentre l'attuale palco è orientato verso il cimitero e la circostante area non abitata (con le case presunte vittime raggiunte di lato dai suoni) quello attuale guarda quasi in faccia ai futuri malcapitati. 

I quali, sono stati sì invitati a presentare osservazioni, secondo quanto dichiarato più volte dal Sindaco. Peccato, come ha lamentato uno di loro documento alla mano, con una lettera recapitata a mano, il giorno dopo la scadenza indicata per registrare il relativo documento scritto.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

mercoledì 28 febbraio 2018

Tra parco rinnegato e Scaletta dimenticata, in compenso i conti non tornano



All'inizio era un parco. Il più grande e il più attrezzato che Solbiate Olona potesse pensare avere, e mai avrebbe potuto realizzare con le proprie forze. Su un'area, in via IV Novembre, destinata a cuscinetto tra la zona industriale e quella residenziale. Quindi, spesa relativamente contenuta per l'acquisizione di aree di valore limitato e libertà totale di attrezzarla. A questo dovevano servire inizialmente le compensazioni di Pedemontana, nel pieno rispetto della loro natura ambientale. 


Unica colpa, essere state concordate da un'Amministrazione bruscamente arrivata al capolinea. Prontamente, la successiva non ha esitato nel mettersi all'opera e prendere decisioni, purchè mirate a distruggere tutto quanto realizzato fino a quel momento.

Spazio così a un ribaltamento del progetto. Sentenziato come a Solbiate un parco non servisse (come conferma la situazione attuale, considerata la presenza praticamente irrilevante e la manutenzione approssimativa), il cambio di rotta era deciso. 


Nel pieno rispetto della frenesia di presentarsi sempre come i primi, i più belli e i più bravi in qualsiasi situazione, con buona pace di buon senso e interesse comune, la scelta va in direzione di qualcosa di comunque promettente: "Valorizzazione dei percorsi storici tra il paese e la Valle Olona". Prospettiva interessante, anche perchè al centro c'è il simbolo del paese, la Scaletta. 


Quando il progetto prende forma, almeno nelle promesse, qualche cosa inizia a non quadrare. Si fa strada il sospetto sia qualcosa più simile a favori reciproci e non compensazioni. Epicentro della trasformazione diventa Piazza San Gervaso. In pratica, conclusione dei lavori realizzati in passato nel centro storico fermi da dieci anni. Rifacimento del fondo, sparizione di un paio di alberi doppo mezzo secolo di onorato servizio e destino incerto per il monumento ai Marinai. 


Quando il progetto arriva al dunque, dopo la ormai consueta inaugurazione in stile autocelebrativo, la realtà è molto diversa da anni di proclami. Oltre alla piazza di Solbiello infatti, sistemazione di via Olona e successivo sentiero per il fondovalle. Dall'altra parte, rifacimento della Costaiola. 


Punto. Nient'altro, almeno in concreto. O meglio, di concreta utilità al paese. Viene infatti da chiedersi perchè sprecare i soldi di Pedemontana nel rifare la massicciata di via Calvi, con tanto di impianto di irrigazione, ridisegnata non più di dieci anni fa. Ancora più sospetto il rifacimento di un tratto di pista ciclopedonale, lo stesso che Pedemontana avrebbe comunque dovuto ripristinare dopo l'utilizzo come cantiere per la costruzione dei viadotto e non ha mai rifatto. E nessuno ha mai osato sollecitare.


Soprattutto, nel progetto non c'è tratta della Scaletta. A meno di una lettura errata, una sorta di allucinazione collettiva, completamente sparita. Il simbolo di Solbiate Olona, il passaggio cruciale di quel Ciclocross ancora oggi ricordato dai campioni internazionali e inseguito dagli amatori nelle gare attuali. La stessa Scaletta immolata sull'altare delle scuse quando il Ciclocross ha dovuto ridimensionare le ambizioni. Quando l'appello dell'organizzazioneper un aiuto istituzionale (anche minimo, sarebbe stato più di niente) è stato ignorato e al momento della resa dei conti la dichiarazione ufficiale era stata: "Il Ciclocross non si può più fare perchè devono partire le opere di compensazione legate alla Pedemontana, e non spetta a noi stabilire dove e quando inizieranno. L'accordo prevede il rifacimento di tutti i percorsi storici. Tra questi rientrano anche la Scaletta e il ciottolato".


Era l'ottobre 2013. Non contenti di avere perso un parco, cinque anni di trasparenza a livello fiume Olona hanno portato a perdere anche l'opportunità di ridare dignità al simbolo di Solbiate Olona. In compenso, si è permesso a conoscenti di fare un'ottima figura, aprire dei cantieri giusto quanto serve a scongiurare procedimenti per non aver realizzato le compensazioni come da contratto. Una sorta di favore da presentare in occasione della prossima mossa.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

lunedì 28 agosto 2017

Balle, sempre balle, fortissimamente balle



Quando si è giornalisti, e si intende considerare l'etica professionale, è necessario mettere in previsione anche attacchi non sempre corretti dai protagonisti dei fatti di cronaca. In genere, non amo occuparmi di queste situazioni. Piaccia o no, offese e simili fanno parte del mestiere. Ci sono casi in cui però si va oltre, il gioco duro diventa scorretto, dalle critiche si passa agli attacchi personali. 

Soprattutto, si sconfina apertamente in un mare di invenzioni a tutto campo e si cerca di coinvolgere altre persone senza ragione apparente. Non di rado, per creare confusione, ribaltare uno scenario scomodo e distogliere l'attenzione da situazioni non convincenti.


Questo, a Solbiate Olona è ormai una costante da diversi anni. In fatto di bugie l'ultimo volantino di propaganda della Voce Solbiatese ha superato però ogni limite del buon gusto e quindi qualche precisazione appare indispensabile. 


Prima di tutto, perchè l'intero impianto accusatorio, come usanza consolidata dell'autore del nuovo attacco, si basa su una visione totalmente distorta della verità, a uso personale. Il tanto denigrato sito Web Valle Olona news infatti, semplicemente non esiste. Il servizio incriminato (nel caso specifico la manutenzione in paese) fa parte del TG Solbiate (periodico informativo locale, totalmente gestito da volontari e come più volte indicato aperto a qualsiasi intervento e contributo in linea con fatti reali e opinioni non denigratorie). Come fonte informativa, il TG viene ripreso tra gli altri da una testata regolarmente registrata, ValleOlona.com. A parte la mia presenza in entrambe, nessun altro legame unisce le due iniziative, una locale e l'altra territoriale.


Soprattutto, il signor Antonello Colombo non ha assolutamente niente da spartire con ValleOlona.com, o quant'altro fa comodo credere al signor Luigi Melis. Da qui, il disagio per accuse cieche e totalmente preconfezionate. Aspetto ancora più curioso da parte di un Sindaco, nessuno dei due imputati (Antonello Colombo e il sottoscritto), è riconducibile in alcun modo all'opposizione. E si presume che un Sindaco attento sappia come è composto il Consiglio Comunale. A meno qualcuno mi abbia candidato e nominato a mia insaputa, come si usa dire in Italia.


Entrando nel merito della fantasiosa ricostruzione sulla vegetazione incolta lungo le vie del paese (situazione davanti agli occhi di tutti, ora con l'aggravante di quel calvario per gli allergici quale è l'ambrosia), a spiegare la situazione bastano  alcune precisazioni. Viene infatti da chiedersi come mai, dal momento che tanta sapienza porta a dichiarare l'illegalità nell'uso dei diserbanti, proprio nei giorni in cui il manifesto di propaganda veniva distribuito nelle case (ma strategicamente non nella mia) subito prima di partire per le vacanze, un mezzo con due uomini era proprio in giro per il paese a spruzzarlo su quegli arbusti così insignificanti. Nel TG Solbiate di luglio (non su ValleOlona News) tutto questo è documentato.


A maggior ragione, viene da chiedersi come mai tanta sensibilità alle normative abbia indotto a estendere nei giorni successivi l'operazione anche ai parchi pubblici locali. Senza prevederne la chiusura per il periodo indicato dalle leggi. Come segnalato da una fonte ritenuta molto attendibile inoltre, operazione condotta da personale non qualificato, sempre come invece previsto da quelle regole tanto care solo quando fa comodo. C'è da chiedersi se tanta attenzione per l'erba non abbia contribuito ad annebbiare le idee.


Sul resto, non è neppure il caso di entrare nel dettaglio. Invece di smentire o dimostrare affermazioni mai dette, a partire da quella sul commercio locale (Valle Olona News può essere in effetti difficile da trovare, ma il TG Solbiate è sempre alla portata di chiunque per una verifica), meglio confidare nell'intelligenza di chi legge, possibilmente senza pregiudizi. 

Come mi piace ripetere in questi casi, in qualità di giornalista, iscritto a un ordine e quindi soggetto e regole ben precise, resto a totale disposizione di chi sia interessato a esprimere la propria opinione e a documentare fatti, osservazioni e critiche, anche al sottoscritto. Uniche condizioni: verità, buon gusto e buon senso.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz