venerdì 1 giugno 2018

Dichiarazione del Sindaco Melis in occasione della Festa della Repubblica


A titolo informativo, riportiamo di seguito una sintesi della dichiarazione del Sindaco Luigi Melis in occasione delle celebrazioni del 2 Giugno per la Festa della Republbica

"Per quanto accaduto in questi giorni non assegno meriti o colpe a nessuno in particolare. Ritengo, tuttavia, che la Costituzione sia stata violata proprio nel suo presupposto fondante La sovranità appartiene al popolo. Alcuni sindaci hanno inteso riaffermare questo principio rimuovendo, per protesta, la foto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal loro ufficio. Pur se non condivido la loro ideologia e non ne sposo la metodologia, mi unisco alla protesta in un altro modo: il due giugno, in occasione della festa della repubblica, non indosserò la sciarpa Tricolore".

giovedì 24 maggio 2018

Trasloca l'area festa, ma la musica è sempre quella. Dubbi e sprechi compresi


Ora, dopo il Consiglio comunale di lunedì 21 maggio è ufficiale. Non tanto che Solbiate Olona avrà un nuovo supermercato Tigros, questo era in programma già da anni, quanto lo spostamento dell'area feste.

Una vicenda dalla quale emergono soprattutto perplessità. Sia sull'opportunità sia sul metodo. Fermo restando il diritto, e il dovere, di una Giunta a prendere decisioni, sembra lecito aspettarsi siano prese nell'interesse della popolazione, o almeno di una sua parte rappresentativa.  

Troppe indicazioni portano invece nella direzione opposta, a partire dalle ragioni dello spostamento. Ufficialmente, tutto nasce infatti da lamentele di qualche residente vicino all'area feste attuale. A loro giudizio, i volumi troppo elevati di una quindicina di concerti all'anno nelle serate estive, minano la qualità di vita. A prescindere da ogni altra valutazione in merito, con buona probabilità un problema risolvibile con una cintura di alberi ad alto fusto, siepi o altri mezzi naturali utili ad assorbire il rumore e a un controllo sui volumi della musica. Oltre naturalmente a una discreta dose di buon senso e tolleranza.

Appare infatti perlomeno curioso come un'area feste tra le più funzionali del territorio, in servizio da una ventina di anni, improvvisamente sia diventata inadeguata e molesta. Al punto tra l'altro, da abbandonarla al proprio destino già da mesi, spegnendo le telecamere di sorveglianza e lasciandola quindi nelle mani dei vandali

Dubbi emersi all'istante studiando la soluzione adottata. Prima si tutto, per la discutibile priorità nella destinazione degli oneri di urbanizzazione legati all'area ex-Rovelli (da ricordare, comunque di proprietà privata). Ancora di più, per il luogo scelto e la planimetria della nuova destinazione.
Si è infatti deciso si sacrificare un'ulteriore area verde, quella vicino ai campi sportivi. In un paese rigorosamente a chilometri zero di piste ciclabili e dove negli ultimi dieci anni si è piantato un solo albero (per sostituire la magnolia malata vicino al Municipio) ma in compenso non si è esitato ad abbatterne, questo può anche non sorprendere più di tanto.

Le perplessità aumentano quando viene presentato al paese un progetto ben più ricco di quello realizzabile con gli oneri di urbanizzazione. Nel disegno tanto pubblicizzato si vedono infatti due campi da basket, calcetto, tennis o pallavolo, una relativa struttura servizi e un centinaio di posteggi che invece non verranno realizzati, lasciando quasi tutto il peso dell'afflusso sugli spazi attuali da condividere con piscina e campo da calcio. Inoltre, anche la tanto decantata struttura a cupola, quella assunta a simbolo e destinata a ospitare i servizi di ristoro e di ritrovo per le manifestazioni, è fuori dalle competenze Tigros. Se queste opere verranno realizzate, sarà a spese del Comune e comunque in una seconda fase non meglio definita.

Quello che più di ogni altra cosa colpisce però, è l'orientamento del palco. In direzione delle case più vicine. Non la villa di un residente poco tollerante, ma una serie di condomini. Di più, mentre l'attuale palco è orientato verso il cimitero e la circostante area non abitata (con le case presunte vittime raggiunte di lato dai suoni) quello attuale guarda quasi in faccia ai futuri malcapitati. 

I quali, sono stati sì invitati a presentare osservazioni, secondo quanto dichiarato più volte dal Sindaco. Peccato, come ha lamentato uno di loro documento alla mano, con una lettera recapitata a mano, il giorno dopo la scadenza indicata per registrare il relativo documento scritto.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

mercoledì 28 febbraio 2018

Tra parco rinnegato e Scaletta dimenticata, in compenso i conti non tornano



All'inizio era un parco. Il più grande e il più attrezzato che Solbiate Olona potesse pensare avere, e mai avrebbe potuto realizzare con le proprie forze. Su un'area, in via IV Novembre, destinata a cuscinetto tra la zona industriale e quella residenziale. Quindi, spesa relativamente contenuta per l'acquisizione di aree di valore limitato e libertà totale di attrezzarla. A questo dovevano servire inizialmente le compensazioni di Pedemontana, nel pieno rispetto della loro natura ambientale. 


Unica colpa, essere state concordate da un'Amministrazione bruscamente arrivata al capolinea. Prontamente, la successiva non ha esitato nel mettersi all'opera e prendere decisioni, purchè mirate a distruggere tutto quanto realizzato fino a quel momento.

Spazio così a un ribaltamento del progetto. Sentenziato come a Solbiate un parco non servisse (come conferma la situazione attuale, considerata la presenza praticamente irrilevante e la manutenzione approssimativa), il cambio di rotta era deciso. 


Nel pieno rispetto della frenesia di presentarsi sempre come i primi, i più belli e i più bravi in qualsiasi situazione, con buona pace di buon senso e interesse comune, la scelta va in direzione di qualcosa di comunque promettente: "Valorizzazione dei percorsi storici tra il paese e la Valle Olona". Prospettiva interessante, anche perchè al centro c'è il simbolo del paese, la Scaletta. 


Quando il progetto prende forma, almeno nelle promesse, qualche cosa inizia a non quadrare. Si fa strada il sospetto sia qualcosa più simile a favori reciproci e non compensazioni. Epicentro della trasformazione diventa Piazza San Gervaso. In pratica, conclusione dei lavori realizzati in passato nel centro storico fermi da dieci anni. Rifacimento del fondo, sparizione di un paio di alberi doppo mezzo secolo di onorato servizio e destino incerto per il monumento ai Marinai. 


Quando il progetto arriva al dunque, dopo la ormai consueta inaugurazione in stile autocelebrativo, la realtà è molto diversa da anni di proclami. Oltre alla piazza di Solbiello infatti, sistemazione di via Olona e successivo sentiero per il fondovalle. Dall'altra parte, rifacimento della Costaiola. 


Punto. Nient'altro, almeno in concreto. O meglio, di concreta utilità al paese. Viene infatti da chiedersi perchè sprecare i soldi di Pedemontana nel rifare la massicciata di via Calvi, con tanto di impianto di irrigazione, ridisegnata non più di dieci anni fa. Ancora più sospetto il rifacimento di un tratto di pista ciclopedonale, lo stesso che Pedemontana avrebbe comunque dovuto ripristinare dopo l'utilizzo come cantiere per la costruzione dei viadotto e non ha mai rifatto. E nessuno ha mai osato sollecitare.


Soprattutto, nel progetto non c'è tratta della Scaletta. A meno di una lettura errata, una sorta di allucinazione collettiva, completamente sparita. Il simbolo di Solbiate Olona, il passaggio cruciale di quel Ciclocross ancora oggi ricordato dai campioni internazionali e inseguito dagli amatori nelle gare attuali. La stessa Scaletta immolata sull'altare delle scuse quando il Ciclocross ha dovuto ridimensionare le ambizioni. Quando l'appello dell'organizzazioneper un aiuto istituzionale (anche minimo, sarebbe stato più di niente) è stato ignorato e al momento della resa dei conti la dichiarazione ufficiale era stata: "Il Ciclocross non si può più fare perchè devono partire le opere di compensazione legate alla Pedemontana, e non spetta a noi stabilire dove e quando inizieranno. L'accordo prevede il rifacimento di tutti i percorsi storici. Tra questi rientrano anche la Scaletta e il ciottolato".


Era l'ottobre 2013. Non contenti di avere perso un parco, cinque anni di trasparenza a livello fiume Olona hanno portato a perdere anche l'opportunità di ridare dignità al simbolo di Solbiate Olona. In compenso, si è permesso a conoscenti di fare un'ottima figura, aprire dei cantieri giusto quanto serve a scongiurare procedimenti per non aver realizzato le compensazioni come da contratto. Una sorta di favore da presentare in occasione della prossima mossa.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

lunedì 28 agosto 2017

Balle, sempre balle, fortissimamente balle



Quando si è giornalisti, e si intende considerare l'etica professionale, è necessario mettere in previsione anche attacchi non sempre corretti dai protagonisti dei fatti di cronaca. In genere, non amo occuparmi di queste situazioni. Piaccia o no, offese e simili fanno parte del mestiere. Ci sono casi in cui però si va oltre, il gioco duro diventa scorretto, dalle critiche si passa agli attacchi personali. 

Soprattutto, si sconfina apertamente in un mare di invenzioni a tutto campo e si cerca di coinvolgere altre persone senza ragione apparente. Non di rado, per creare confusione, ribaltare uno scenario scomodo e distogliere l'attenzione da situazioni non convincenti.


Questo, a Solbiate Olona è ormai una costante da diversi anni. In fatto di bugie l'ultimo volantino di propaganda della Voce Solbiatese ha superato però ogni limite del buon gusto e quindi qualche precisazione appare indispensabile. 


Prima di tutto, perchè l'intero impianto accusatorio, come usanza consolidata dell'autore del nuovo attacco, si basa su una visione totalmente distorta della verità, a uso personale. Il tanto denigrato sito Web Valle Olona news infatti, semplicemente non esiste. Il servizio incriminato (nel caso specifico la manutenzione in paese) fa parte del TG Solbiate (periodico informativo locale, totalmente gestito da volontari e come più volte indicato aperto a qualsiasi intervento e contributo in linea con fatti reali e opinioni non denigratorie). Come fonte informativa, il TG viene ripreso tra gli altri da una testata regolarmente registrata, ValleOlona.com. A parte la mia presenza in entrambe, nessun altro legame unisce le due iniziative, una locale e l'altra territoriale.


Soprattutto, il signor Antonello Colombo non ha assolutamente niente da spartire con ValleOlona.com, o quant'altro fa comodo credere al signor Luigi Melis. Da qui, il disagio per accuse cieche e totalmente preconfezionate. Aspetto ancora più curioso da parte di un Sindaco, nessuno dei due imputati (Antonello Colombo e il sottoscritto), è riconducibile in alcun modo all'opposizione. E si presume che un Sindaco attento sappia come è composto il Consiglio Comunale. A meno qualcuno mi abbia candidato e nominato a mia insaputa, come si usa dire in Italia.


Entrando nel merito della fantasiosa ricostruzione sulla vegetazione incolta lungo le vie del paese (situazione davanti agli occhi di tutti, ora con l'aggravante di quel calvario per gli allergici quale è l'ambrosia), a spiegare la situazione bastano  alcune precisazioni. Viene infatti da chiedersi come mai, dal momento che tanta sapienza porta a dichiarare l'illegalità nell'uso dei diserbanti, proprio nei giorni in cui il manifesto di propaganda veniva distribuito nelle case (ma strategicamente non nella mia) subito prima di partire per le vacanze, un mezzo con due uomini era proprio in giro per il paese a spruzzarlo su quegli arbusti così insignificanti. Nel TG Solbiate di luglio (non su ValleOlona News) tutto questo è documentato.


A maggior ragione, viene da chiedersi come mai tanta sensibilità alle normative abbia indotto a estendere nei giorni successivi l'operazione anche ai parchi pubblici locali. Senza prevederne la chiusura per il periodo indicato dalle leggi. Come segnalato da una fonte ritenuta molto attendibile inoltre, operazione condotta da personale non qualificato, sempre come invece previsto da quelle regole tanto care solo quando fa comodo. C'è da chiedersi se tanta attenzione per l'erba non abbia contribuito ad annebbiare le idee.


Sul resto, non è neppure il caso di entrare nel dettaglio. Invece di smentire o dimostrare affermazioni mai dette, a partire da quella sul commercio locale (Valle Olona News può essere in effetti difficile da trovare, ma il TG Solbiate è sempre alla portata di chiunque per una verifica), meglio confidare nell'intelligenza di chi legge, possibilmente senza pregiudizi. 

Come mi piace ripetere in questi casi, in qualità di giornalista, iscritto a un ordine e quindi soggetto e regole ben precise, resto a totale disposizione di chi sia interessato a esprimere la propria opinione e a documentare fatti, osservazioni e critiche, anche al sottoscritto. Uniche condizioni: verità, buon gusto e buon senso.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

venerdì 23 giugno 2017

Un'altra pietra sulla propria storia, prossima vittima l'ex oratorio femminile

Ancora pochi giorni, e poi ufficialmente Solbiate Olona metterà una bella pietra sopra un pezzo importante della propria storia. Più precisamente, sommergerà sotto uno strato di cemento tante pagine impresse nei ricordi di altrettanti abitanti. Ai primi di luglio infatti, si conoscerà il destino dell'ex-oratorio femminile, la struttura di fianco ala Chiesa principale di Sant'Antonino, svenduta senza tanti complimenti all'insegna del dover ripianare buchi di bilancio comunale frutto di una gestione non esattamente oculata.

Dietro ai frequenti proclami di investimenti e virtuosità, guardando i conti emerge infatti una situazione non proprio felice. Tra il debito di una Solbiate Olona Servizi in liquidazione, addizionali trattenute indebitamente dalle bollette dell'acqua, difficile pensare al paese come in perfetta forma dal punto di vista economico.

A farne le spese, una vittima fin troppo facile. Vendere il patrimonio pubblico coltivato per anni è infatti ormai un'abitudine da qualche tempo. Risolvere i debiti accumulati con una gestione ordinaria non esattamente inappuntabile svendendo il patrimonio, aiuterà anche i bilanci annuali, ma compromette il futuro di un paese, quello che va ben oltre la durata di un mandato.

Rapporto fatica/incassi ottimale, qualche prevedibile obiezione messa a tacere sollevando l'ennesimo polverone. Risultato, una nuova sconfitta per chi a Solbiate Olona è cresciuto. Un passo distruttivo, dal quale non si torna indietro.
Eppure, all'inizio del primo mandato del Sindaco Luigi Melis, l'edificio in questione era stato sfruttato proprio per mettere in scena la volontà di mostrarsi attaccati al paese. Alla luce dei fatti, qualcosa di molto simile a voler giustificare una variante al PGT a beneficio di un'azienda locale.

Tra non molto quindi, un bel palazzo, o simile, cancellerà diverse generazioni di ricordi. A rimetterci però, sarà anche il futuro del paese. Fosse stato conservato nel rispetto delle dichiarazioni, l'ex oratorio femminile oggi sarebbe tutt'altro che inutile. La versatilità di una struttura molto più moderna della propria età, la mantiene infatti in grado di essere al servizio del paese. 

Tanto per cominciare, dalla palestra, completa di balconata a uso del pubblico. Indispensabile in uno dei rari paesi della zona totalmente privo di strutture coperte per eventi sportivi. Più semplicemente, senza neppure doverci investire oltre il minimo necessario a ridare dignità a spazi abbandonati da anni, spazi per Associazioni, anziani, o qualsiasi altra attività sociale del paese. 

Senza trascurare le destinazioni più logiche per chi ha un minimo di conoscenza delle dinamiche locali. Una parte degli spazi sembra infatta disegnaa su misura per trasferire una biblioteca ormai diventata angusta e vetusta. Nello stesso tempo, dare al Museo Socio Storico una collocazione degna del proprio valore e della storia locale che rappresenta.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz


lunedì 30 gennaio 2017

Dal degrado al patrimonio biologico, basta un'ordinanza e il dovere non c'è più. Ma i resti dei cani sì

Poche altre cose incidono in negativo sull'immagine di un paese come le aree abbandonate. Soprattutto, quando protagoniste incolpevoli di progetti avviati e mai portati a termine. Tra detriti, menufatti incompleti, macchinari arrugginiti e ogni sorta di rifiuto lanciato dagli immancabili imbecilli di passaggio, a volte lo spettacolo urbano è tra i più sconfortanti in assoluto.

Solbiate Olona in questo non può fare eccezione. Grandi o piccoli, gli appezzamenti capaci di offrire tali squallidi scenari non mancano. Soprattutto quando si tratta di aree private però, per un'Amministrazione non è facile intervenire. La via più logica che passa attraverso l'ordinanza di sgombrare tutto e ridare un aspetto dignitoso, raramente ha possibilità di essere raccolta, a meno di esercitare una pressione continua. 

A meno, di applicare una soluzione in vero sipirito solbiatase: trasformare un difetto in un pregio a colpi di ordinanze e difenderlo strenuamente come tale con una serie di affermazioni al limite del paradosso, contando anche sulla complicità di troppi media.

In questo nuovo caso, per ora siamo ancora alla prima fase. Sfruttando l'onda emotiva della sensibilità incondizionata verso cani e gatti, qualsiasi provvedimento in favore degli animali domestici viene sfruttato come arma per la facile ricerca di popolarità.

Dopo un calendario dai toni inquietanti, soprattutto nelle prime pagine, per non fare torto a nessuno, Solbiate Olona si candida al ruolo di paladino dei gatti. Un'area del tutto anomima, dall'aspetto molto più degradato che selvaggio, improvvisamente diventa così  "Colonia felina protetta", con tanto di delimitazione ufficiale a suon di nastro da cantiere, probabilmente recuperato tra i detriti abbandonati da anni sul posto. 

Meglio lasciare da parte in fretta la tentazione di prenderla sul ridere. Come si legge infatti nell'ordinanza dai toni poco scherzosi affissa in modo altrettanto precario, "le colonie feline sono considerate dal Comune di Solbiate Olona Patrimonio bioculturale", con relativi divieti del caso.

Sarebbe interessante conoscere il punto di vista di chi vive giusto a fianco di tanta ricchezza, fino a pochi giorni fa interpretata come degrado dai comuni mortali. 

Ci si potrebbe infine porre una domanda. Se del patrimonio bioculturale e di tanto improvviso amore istituzionale fanno parte anche le ormai centinaia di testimonianze lasciate da cani e non raccolte sparse non solo nei dintorni, quanto in tutto il resto del paese.


Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

lunedì 21 novembre 2016

Un tuffo nel passato per un futuro già scritto

Quattro anni dopo il fallimento Swim Planet, per i frequentatori della piscina comunale di Solbiate Olona, si ritorna al punto di partenza. La gestione dell'impianto arrivata all'azienda romana Sergio De Gregorio passando per Sport Management, di fatto non ha compiuto passi avanti. 

Le prospettive denunciate a più riprese un anno fa dal TG Solbiate, prontamente contestate dall'Amministrazione, si sono puntualmente tradotte in realtà nel peggiore dei modi. A rimetterci, prima di tutto i frequentatori. Dai tanti agonisti rimasti all'asciutto nel momento in cui la stagione entra nel vivo, a tutti i nuotatori occasionali. In comune tra loro, somme già pagate e la massima incertezza sul futuro.

Come prevedibile, il Comune addossa tutte le colpe al gestore. Pagamenti in sospeso, lavori non effettuati, impegni non rispettati. Dal canto suo, Sergio De Gregorio non ha accettato di commentare e non contribuisce certo a risolvere la situazione.

L'impegno del Sindaco Luigi Melis, e non poteva essere altrimenti visto le dimensioni assunte dai malumori, è riaprire nel giro di pochi giorni, motivando la chiusura anche con la necessità di gestire una situazione imprevista.

Qua, iniziano a sorgere sospetti. Diversi e alla fine confluenti in un finale tutto tranne che improvvisato. Tra le ragioni della chiusura forzata, la mancata esecuzione di lavori. Serve prima di tutto una premessa. Circa otto anni fa, Swim Planet aveva avanzato un progetto di ristrutturazione, approvato ma subito bloccato dalla nuova Giunta. Impossibile affermare oggi se sarebbe comunque stato completato. Sicuramente, per un imprenditore l'incertezza è uno dei massimi freni per raggiungere risultati.

Inoltre, durante l'incontro pubblico organizzato in tutta fretta nella stessa data e ora di una manifestazione pubblica prevista nel piazzale davanti all'impianto, la garanzia di pronta apertura è stata accompagnata dall'assicurazione che i lavori necessari non sono di tipo strutturale. Affermazione in contrasto con quanto indicato nell'ordinanza e quanto dichiarato ai giornali più fedeli. 

Soprattutto, a confermare i timori di atto finale di una strategia studiata da tempo, l'affidamento definito in-house, vale a dire appoggiandosi a Saronno Servizi. La società è la stessa alla quale mesi fa era stato affidato il servizio di affissioni in paese, criticato per modalità esposte in un altro servizio del TG Solbiate e indicate come poco ortodosse (e per i costi superiori alla media pagata dagli altri paesi). Sempre Saronno Servizi, lo scorso luglio è stata protagonista della decisione dell'Amministrazione di acquistarne una quota. 

Escluse in partenza ragioni di sinergia locale, considerata la distanza e i contesti completamente diversi dei due paesi, di fronte a quest'ultima mossa i sospetti diventano certezze. Per strategie ancora tutte da accertare (le ipotesi non mancano, ma al momento non sono sostenute da prove documentabili) l'Amministrazione dà l'impressione di aver raggiunto il proprio obiettivo.

Per la maggior parte dei nuotatori in arrivo da fuori Solbiate Olona, l'unico aspetto rilevante è la riapertura della piscina, e questo con buona probabilità è quanto succederà. 

Tutta da valutare invece cosa significhi invece per gli abitanti del paese l'ingresso diretto del Comune (attraverso la quota in Saronno Servizi) nella gestione di un impianto da troppi anni a questa parte incapace di superare pesanti difficoltà economiche e strutturalmente superato. In questo caso il rischio di andare a fondo non riguarda solo chi ama nuotare.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz