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mercoledì 28 febbraio 2018

Tra parco rinnegato e Scaletta dimenticata, in compenso i conti non tornano



All'inizio era un parco. Il più grande e il più attrezzato che Solbiate Olona potesse pensare avere, e mai avrebbe potuto realizzare con le proprie forze. Su un'area, in via IV Novembre, destinata a cuscinetto tra la zona industriale e quella residenziale. Quindi, spesa relativamente contenuta per l'acquisizione di aree di valore limitato e libertà totale di attrezzarla. A questo dovevano servire inizialmente le compensazioni di Pedemontana, nel pieno rispetto della loro natura ambientale. 


Unica colpa, essere state concordate da un'Amministrazione bruscamente arrivata al capolinea. Prontamente, la successiva non ha esitato nel mettersi all'opera e prendere decisioni, purchè mirate a distruggere tutto quanto realizzato fino a quel momento.

Spazio così a un ribaltamento del progetto. Sentenziato come a Solbiate un parco non servisse (come conferma la situazione attuale, considerata la presenza praticamente irrilevante e la manutenzione approssimativa), il cambio di rotta era deciso. 


Nel pieno rispetto della frenesia di presentarsi sempre come i primi, i più belli e i più bravi in qualsiasi situazione, con buona pace di buon senso e interesse comune, la scelta va in direzione di qualcosa di comunque promettente: "Valorizzazione dei percorsi storici tra il paese e la Valle Olona". Prospettiva interessante, anche perchè al centro c'è il simbolo del paese, la Scaletta. 


Quando il progetto prende forma, almeno nelle promesse, qualche cosa inizia a non quadrare. Si fa strada il sospetto sia qualcosa più simile a favori reciproci e non compensazioni. Epicentro della trasformazione diventa Piazza San Gervaso. In pratica, conclusione dei lavori realizzati in passato nel centro storico fermi da dieci anni. Rifacimento del fondo, sparizione di un paio di alberi doppo mezzo secolo di onorato servizio e destino incerto per il monumento ai Marinai. 


Quando il progetto arriva al dunque, dopo la ormai consueta inaugurazione in stile autocelebrativo, la realtà è molto diversa da anni di proclami. Oltre alla piazza di Solbiello infatti, sistemazione di via Olona e successivo sentiero per il fondovalle. Dall'altra parte, rifacimento della Costaiola. 


Punto. Nient'altro, almeno in concreto. O meglio, di concreta utilità al paese. Viene infatti da chiedersi perchè sprecare i soldi di Pedemontana nel rifare la massicciata di via Calvi, con tanto di impianto di irrigazione, ridisegnata non più di dieci anni fa. Ancora più sospetto il rifacimento di un tratto di pista ciclopedonale, lo stesso che Pedemontana avrebbe comunque dovuto ripristinare dopo l'utilizzo come cantiere per la costruzione dei viadotto e non ha mai rifatto. E nessuno ha mai osato sollecitare.


Soprattutto, nel progetto non c'è tratta della Scaletta. A meno di una lettura errata, una sorta di allucinazione collettiva, completamente sparita. Il simbolo di Solbiate Olona, il passaggio cruciale di quel Ciclocross ancora oggi ricordato dai campioni internazionali e inseguito dagli amatori nelle gare attuali. La stessa Scaletta immolata sull'altare delle scuse quando il Ciclocross ha dovuto ridimensionare le ambizioni. Quando l'appello dell'organizzazioneper un aiuto istituzionale (anche minimo, sarebbe stato più di niente) è stato ignorato e al momento della resa dei conti la dichiarazione ufficiale era stata: "Il Ciclocross non si può più fare perchè devono partire le opere di compensazione legate alla Pedemontana, e non spetta a noi stabilire dove e quando inizieranno. L'accordo prevede il rifacimento di tutti i percorsi storici. Tra questi rientrano anche la Scaletta e il ciottolato".


Era l'ottobre 2013. Non contenti di avere perso un parco, cinque anni di trasparenza a livello fiume Olona hanno portato a perdere anche l'opportunità di ridare dignità al simbolo di Solbiate Olona. In compenso, si è permesso a conoscenti di fare un'ottima figura, aprire dei cantieri giusto quanto serve a scongiurare procedimenti per non aver realizzato le compensazioni come da contratto. Una sorta di favore da presentare in occasione della prossima mossa.

Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz

giovedì 5 maggio 2016

In compenso, da Pedemontana c'è poco da aspettarsi

Anche il più ostile nei confronti di Pedemontana, non sarebbe riuscito ad arrivare a tanto nel prevedere una situazione peggiore per Solbiate Olona e gli altri paesi interessati dall'opera. Tutte le più fosche previsioni, e qualcosa di più, si stanno infatti materializzando. 

Sollecitudine, tempestività e precisione sono state le linee guida del progetto fin dalle prima fasi. Applicate alla lettera nel momento di prelevare risorse dal territori. Improvvisamente messe da parte non appena arrivato il momento di restituire quanto promesso, sotto forma di opere di compensazione.

La peggiore dimostrazione di tutto questo, spetta tristemente proprio a Solbiate Olona. Per la precisione, in piazza San Gervasio. Qui, dopo una serie di traversie sul quale ora non ha più senso ritornare, alla fine sono stati concordati i primi interventi per risarcire in qualche modo gli abitanti del pesante prezzo pagato al passaggio dell'autostrada.

Per giunta, prezzo al momento totalmente inutile, di fronte a un'opera monca e quindi inservibile, sovradimensionata rispetto alle esigenze attuali e soprattutto improponibile dal punto di vista del pedaggio. In sostanza, un caso perfetto per finire nei libri di scuola come esempio da non seguire.

Mentre la tanto propagandata Greenway, il tracciato ciclabile a fianco dell'intero percorso da Cassano a Magnago fino alla bergamasca resta una pura utopia, e la pista ciclopedonale esistente porta ancora i segni di un passaggio in realtà mai completamente ripristinato, la piazza di Solbiello è l'emblema dello sbando attuale di Pedemontana.

Saggiamente, poco prima del termine indicato da Pedemontana per l'avvio dei lavori relativo alle opere di compensazione, sono stati effettuati lavori sulle utenze locali. In attesa degli operai incaricati dal gestore per assolvere gli impegni, la piazza si presenta quindi particolarmente disastrata. 

E, con tutta probabilità, lo resterà ancora a lungo, considerato l'improvviso temporeggiare di Pedemontana. Proprio nel momento di passare all'azione, sono infatti sorti diversi, presunti, problemi. Tra questi, una richiesta di fideiussione al Comune, come a tutti gli altri interessati, prima di iniziare i lavori. In pratica un indice di non avere alcuna intenzione di accollarsi il conto dei lavori, nel rispetto degli accordi. 

Per gli abitanti della zona, l'unica scelta possibile resta ora se sentirsi più sedotti e abbandonati oppure cornuti e mazziati. 


Giuseppe Goglio
giuseppe@valleolona.biz